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DIURETOR 10 MG COMPRESSE

FARMACO GENERICO


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Edema dovuto a insufficienza cardiaca congestizia.

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Posologia

Posologia Adulti La dose abituale è di 5 mg per via orale, una volta al giorno. Di solito questa è la dose di mantenimento. Se necessario, la dose può essere aumentata gradualmente fino a 20 mg una volta al giorno. Anziani Non esistono informazioni sull’adeguamento del dosaggio in pazienti anziani. L’esperienza è insufficiente, tuttavia, per stabilire raccomandazioni generali. Popolazione pediatrica Non ci sono dati disponibili. Compromissione epatica e renale Esistono informazioni limitate sull’adeguamento del dosaggio in pazienti affetti da compromissione epatica e renale. I pazienti con compromissione epatica devono essere trattati con cautela, dato che le concentrazioni plasmatiche possono aumentare (vedere paragrafo 5.2). Modo di somministrazione Uso orale. Le compresse devono essere assunte al mattino, senza masticare, con una piccola quantità di liquido. La torasemide è di solito somministrata per i trattamenti a lungo termine o fino alla scomparsa dell’edema.

Principi Attivi

Una compressa di DIURETOR10 mg contiene 10 mg di torasemide. Eccipiente(i) con effetto noto: ogni compressa di torasemide da 10 mg contiene 116.88 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Eccipienti

Lattosio monoidrato Amido di mais Sodio amido glicolato Tipo A Silice colloidale anidra Magnesio stearato.

Indicazioni Terapeutiche

Edema dovuto a insufficienza cardiaca congestizia.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, alle sulfoniluree o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; insufficienza renale con anuria; coma e pre-coma epatico; ipotensione; allattamento.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Avvertenze

Ipokalemia, iponatremia e ipovolemia devono essere corrette prima del trattamento. Disturbi della minzione (ad es. ipertensione prostatica benigna). Aritmie cardiache (ad es. blocco seno-atriale, blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado). Nel trattamento a lungo termine con torasemide, si raccomanda il monitoraggio regolare dell’equilibrio elettrolitico (in particolare nei pazienti con terapia concomitante con glicosidi digitalici, glucocorticoidi, mineralcorticoidi o lassativi), del glucosio, dell’acido urico, della creatinina e dei lipidi nel sangue e delle cellule ematiche (eritrociti e leucociti e piastrine). Si raccomanda di tenere sotto attenta osservazione i pazienti con tendenza ad iperuricemia e gotta. Deve essere monitorato il metabolismo dei carboidrati nel diabete mellito latente o manifesto. A causa dell’esperienza insufficiente nel trattamento con torasemide, occorre prestare attenzione nelle condizioni seguenti: - modificazioni patologiche dell’equilibrio acido-base, - trattamento concomitante con litio, amminoglicosidi o cefalosporine - compromissione renale dovuta ad agenti nefrotossici - bambini di età inferiore a 12 anni - modificazioni patologiche delle cellule ematiche (ad es. trombocitopenia oppure anemia in pazienti senza insufficienza renale)Le compresse di torasemide contengono lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento del glucosio-galattosio non devono assumere questo farmaco.

Interazioni

Quando il farmaco si utilizza contemporaneamente a glicosidi cardiaci, un deficit di potassio e/o magnesio potrebbe aumentare la sensibilità del muscolo cardiaco a tali farmaci. L’effetto kaliuretico dei mineral- e gluco-corticoidi e dei lassativi può essere aumentato. L’effetto dei farmaci antipertensivi, in particolare degli ACE inibitori, somministrati in concomitanza può essere potenziato. Il trattamento sequenziale o combinato, o l’inizio di una nuova co-terapia con un ACE inibitore potrebbe comportare un’ipotensione grave. Questo può essere ridotto al minimo abbassando la dose iniziale dell’ACE inibitore e/o riducendo o interrompendo temporaneamente la somministrazione di torasemide, 2 o 3 giorni prima del trattamento con l’ACE inibitore. La torasemide può ridurre la responsività arteriosa agli agenti pressori, ad es. adrenalina, noradrenalina. La torasemide può ridurre l’effetto degli antidiabetici. La torasemide, soprattutto a dosaggi elevati, può potenziare gli effetti nefrotossici ed ototossici degli antibiotici aminoglicosidici, la tossicità delle preparazioni di cisplatino e gli effetti nefrotossici delle cefalosporine. L’azione dei miorilassanti contenenti curaro e della teofillina può essere potenziata. I farmaci antinfiammatori non steroidei (ad es. Indometacina) possono ridurre l’effetto diuretico e ipotensivo della torasemide, possibilmente attraverso l’inibizione della sintesi delle prostaglandine. Il probenecid può ridurre l’efficacia della torasemide inibendo la secrezione tubulare. Le concentrazioni sieriche di litio e gli effetti cardio- e neurotossici del litio possono aumentare. La torasemide inibisce l’escrezione renale dei salicilati, aumentando il rischio di tossicità per salicilati nei pazienti che ne ricevono dosaggi elevati. L’uso concomitante di torasemide e colestiramina non è stato studiato nell’uomo, ma uno studio condotto sugli animali ha evidenziato che la co-somministrazione di colestiramina ha ridotto l’assorbimento della torasemide somministrata per via orale.

Effetti Indesiderati

Molto comune (≥1/10)
Comune (≥1/100 a

Sovradosaggio

Sintomi e segnali Non è noto alcun quadro tipico di intossicazione. Se si verifica sovradosaggio, potrebbe verificarsi una marcata diuresi con pericolo di perdita di fluidi ed elettroliti che potrebbe comportare sonnolenza e confusione, ipotensione, collasso circolatorio. Potrebbero verificarsi disturbi gastrointestinali. Trattamento Non è noto alcun antidoto specifico. I sintomi e i segnali di sovradosaggio richiedono la riduzione della dose o la sospensione della torasemide, ed il contemporaneo reintegro dei fluidi e degli elettroliti.

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza Non sono disponibili dati derivati dall’esperienza nell’uomo riguardo agli effetti della torasemide sull’embrione e sul feto. Mentre gli studi effettuati sul ratto non hanno evidenziato alcun effetto teratogeno, è stata osservata tossicità fetale e materna a seguito di dosaggi elevati nelle femmine di coniglio e ratto gravide. La torasemide passa nel feto e causa disturbi elettrolitici. Esiste inoltre il rischio di trombocitopenia neonatale. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori esperienze, la torasemide deve essere somministrata in gravidanza solo dopo aver considerato attentamente se i benefici superano chiaramente i rischi. Deve essere utilizzato il dosaggio minore possibile. Allattamento Non esistono informazioni sull’escrezione della torasemide nel latte materno umano od animale. La torasemide non deve essere utilizzata durante l’allattamento.

Ditta

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Codice Fiscale / P.IVA

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