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VARILRIX POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE IN SIRINGA PRERIEMPITA VACCINO DELLA VARICELLA (VIVO)

FARMACO ETICO


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Varilrix è indicato per l’immunizzazione attiva contro la varicella: - nei soggetti sani dai 9 agli 11 mesi di età (vedere paragrafo 5.1), in circostanze speciali; - nei soggetti sani dai 12 mesi di età (vedere paragrafo 5.1); - per profilassi post-esposizione, se somministrato a soggetti sani e suscettibili esposti a varicella entro 72 ore dal contatto (vedere paragrafi 4.4 e 5.1); - in individui ad alto rischio di contrarre la varicella in forma severa (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). L’uso di Varilrix deve basarsi sulle raccomandazioni ufficiali.

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Posologia

Posologia La schedula di immunizzazione per Varilrix deve basarsi sulle raccomandazioni ufficiali. Individui sani Neonati dai 9 agli 11 mesi di età (inclusi) Neonati dai 9 agli 11 mesi di età (inclusi) ricevono due dosi di Varilrix per garantire una protezione ottimale contro la varicella (vedere paragrafo 5.1). La seconda dose deve essere generalmente somministrata dopo un intervallo minimo di 3 mesi. Bambini dai 12 mesi, adolescenti e adulti I bambini dai 12 mesi di età così come gli adolescenti e gli adulti ricevono due dosi di Varilrix per garantire una protezione ottimale contro la varicella (vedere paragrafo 5.1). La seconda dose deve essere generalmente somministrata almeno 6 settimane dopo la prima dose. In nessun caso l’intervallo tra le dosi deve essere inferiore a 4 settimane. Individui ad alto rischio di contrarre la varicella in forma grave Individui ad alto rischio di contrarre la varicella in forma severa possono trarre beneficio da una re-immunizzazione seguendo la schedula a 2 dosi (vedere paragrafo 5.1). Dopo l’immunizzazione, può essere indicata la misurazione periodica degli anticorpi contro la varicella per identificare coloro che potrebbero trovare beneficio dalla re-immunizzazione. In nessun caso l’intervallo tra le dosi deve essere inferiore a 4 settimane. Altre popolazioni pediatriche La sicurezza e l’efficacia di Varilrix nei neonati inferiori a 9 mesi di età non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Intercambiabilità - Una dose singola di Varilrix può essere somministrata a chi ha già ricevuto una dose singola di un altro vaccino contro la varicella. - Una dose singola di Varilrix può essere somministrata seguita da una dose singola di un altro vaccino contro la varicella. Modo di somministrazione Varilrix deve essere iniettato per via sottocutanea (SC) o per via intramuscolare (IM) nella regione deltoidea o nella regione antero-laterale della coscia. Varilrix deve essere somministrato per via sottocutanea nei soggetti con disturbi emorragici (ad es. trombocitopenia o qualsiasi altro disturbo della coagulazione). Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Principi Attivi

Dopo ricostituzione, una dose (0,5 mL) contiene: Virus della varicella¹ ceppo OKA (vivo, attenuato) non meno di 103,3 PFU² ¹ coltivato in cellule diploidi umane (MRC-5) ² unità formanti placca Questo vaccino contiene quantità in tracce di neomicina (vedere paragrafo 4.3). Eccipienti con effetto noto: Il vaccino contiene 6 mg di sorbitolo, 331 microgrammi di fenilalanina e 402 microgrammi di prolina per dose (vedere paragrafo 4.4). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Eccipienti

Polvere: Amminoacidi (contenenti fenilalanina e prolina) Lattosio anidro Sorbitolo (E 420) Mannitolo (E 421) Solvente: Acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni Terapeutiche

Varilrix è indicato per l’immunizzazione attiva contro la varicella: - nei soggetti sani dai 9 agli 11 mesi di età (vedere paragrafo 5.1), in circostanze speciali; - nei soggetti sani dai 12 mesi di età (vedere paragrafo 5.1); - per profilassi post-esposizione, se somministrato a soggetti sani e suscettibili esposti a varicella entro 72 ore dal contatto (vedere paragrafi 4.4 e 5.1); - in individui ad alto rischio di contrarre la varicella in forma severa (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). L’uso di Varilrix deve basarsi sulle raccomandazioni ufficiali.

Controindicazioni

Varilrix è controindicato in individui con grave immunodeficienza umorale o cellulare (primaria o acquisita), così come (vedere anche paragrafo 4.4): - soggetti con stati di immunodeficienza con una conta linfocitaria totale inferiore a 1200 per mm³; soggetti che presentano altre evidenze di mancanza di immunocompetenza (es. pazienti con leucemie, linfomi, discrasie ematiche, infezioni da HIV clinicamente manifesta); - soggetti che stanno ricevendo o hanno recentemente ricevuto terapia immunosoppressiva (inclusi alti dosaggi di corticosteroidi). Varilrix non è controindicato in individui che stanno ricevendo corticosteroidi topici o a basso dosaggio per via parenterale (ad esempio per la profilassi dell'asma o terapia sostitutiva) - immunodeficienza combinata grave; - agammaglobulinemia; - AIDS o infezione da HIV sintomatica, oppure una percentuale età-specifica di linfociti T CD4+ in bambini di età inferiore a 12 mesi: CD4+ <25%, in bambini di età compresa tra i 12-35 mesi: CD4+ <20%, in bambini di età compresa tra i 36-59 mesi: CD4+ <15%. Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o alla neomicina. Tuttavia, una storia di dermatite da contatto alla neomicina non costituisce una controindicazione. Varilrix è controindicato in soggetti che hanno mostrato segni di ipersensibilità dopo una precedente somministrazione di vaccino per la varicella. Gravidanza. Inoltre, la gravidanza deve essere evitata nel primo mese successivo alla vaccinazione (vedere paragrafo 4.6).

Conservazione

Conservare e trasportare il vaccino in frigorifero (2 °C - 8 °C). Conservare nella confezione originale per tenerlo al riparo dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo ricostituzione del prodotto medicinale vedere paragrafo 6.3.

Avvertenze

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati. Come per altri vaccini, la somministrazione di Varilrix deve essere rimandata nei soggetti affetti da malattie febbrili acute severe. Tuttavia, la presenza di infezioni lievi, come un raffreddore, non deve comportare il rinvio della vaccinazione. Si può verificare sincope (svenimento) in seguito a, o anche prima di, qualsiasi vaccinazione soprattutto negli adolescenti, come risposta psicogena all’iniezione con ago. Essa può essere accompagnata da diversi segni neurologici quali disturbi visivi transitori, parestesia e movimenti tonico-clonici degli arti durante la fase di recupero. È importante che siano predisposte adeguate procedure per evitare lesioni conseguenti allo svenimento. Come per tutti i vaccini iniettabili, un trattamento appropriato e un controllo medico devono essere sempre immediatamente disponibili in caso di rare reazioni anafilattiche conseguenti alla somministrazione del vaccino. Bisogna lasciar evaporare dalla pelle l’alcool e gli altri agenti disinfettanti prima di effettuare l’iniezione del vaccino in quanto questi possono inattivare i virus attenuati nel vaccino. Una protezione limitata contro la varicella può essere ottenuta mediante vaccinazione fino a 72 ore dopo l’esposizione naturale alla malattia (vedere paragrafo 5.1). Come con qualsiasi altro vaccino, una risposta immunitaria protettiva può non essere suscitata in tutti i vaccinati. Come per altri vaccini contro la varicella, è stato dimostrato che casi di malattia da varicella si verificano in persone che hanno precedentemente ricevuto Varilrix. Questi casi di varicella (noti come casi breakthrough) sono solitamente di lieve entità, con un minor numero di lesioni e meno febbre rispetto ai casi in individui non vaccinati. Varilrix non deve essere somministrato per via intravascolare o intradermica. Trasmissione È stata dimostrata raramente la trasmissione del virus vaccinale della varicella Oka a persone sieronegative venute a contatto con persone vaccinate che presentano una eruzione cutanea. Tuttavia non si può escludere la trasmissione del virus vaccinale della varicella Oka da una persona vaccinata che non ha sviluppato una eruzione cutanea a contatti sieronegativi. Rispetto ai vaccinati sani, i pazienti leucemici hanno maggiori probabilità di sviluppare un rash papulo-vescicolare (vedere anche paragrafo 4.8). Anche in questi casi il decorso della malattia nei contatti è stato lieve. I destinatari del vaccino, anche quelli che non sviluppano un’eruzione cutanea simile alla varicella, dovrebbero cercare di evitare il contatto, quando possibile, con soggetti ad alto rischio suscettibili alla varicella fino a 6 settimane dopo la vaccinazione. In circostanze in cui il contatto con soggetti ad alto rischio suscettibili alla varicella è inevitabile, il potenziale rischio di trasmissione del virus vaccinale della varicella deve essere valutato rispetto al rischio di acquisire e trasmettere il virus della varicella wild-type. Gli individui ad alto rischio suscettibili alla varicella includono: - individui immunocompromessi (vedere paragrafi 4.3 e 4.4); - donne in gravidanza senza una storia positiva documentata di varicella o prove di laboratorio di precedente infezione; - neonati di madri senza una storia positiva documentata di varicella o prove di laboratorio di infezione precedente. La natura lieve dell’eruzione cutanea nei contatti sani indica che il virus rimane attenuato dopo il passaggio attraverso ospiti umani. Individui ad alto rischio di varicella severa Sono disponibili solo dati limitati provenienti da studi clinici per Varilrix (formulazione 4 °C) in soggetti ad alto rischio di varicella grave. La vaccinazione può essere presa in considerazione in pazienti con immunodeficienze selezionate laddove i benefici superano i rischi (ad es. pazienti affetti da HIV asintomatico, carenze delle sottoclassi di IgG, neutropenia congenita, malattia granulomatosa cronica, e patologie da deficit del complemento). Pazienti immunocompromessi che non hanno alcuna controindicazione per questa vaccinazione (vedere paragrafo 4.3) possono non rispondere come i pazienti immunocompetenti; pertanto, alcuni di questi pazienti possono dunque contrarre la varicella in caso di contatto, nonostante un’appropriata somministrazione del vaccino. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati per identificare i sintomi della varicella. A causa del potenziale rischio di una risposta vaccinale ridotta e/o di malattie disseminate, occorre valutare l'intervallo di tempo tra la vaccinazione con Varilrix e la terapia immunosoppressiva (vedere paragrafo 4.3). Esistono pochissime segnalazioni sulla varicella disseminata con coinvolgimento di organi interni a seguito della vaccinazione con il ceppo vaccinale della varicella Oka principalmente in soggetti immunocompromessi. Encefalite Casi di encefalite sono stati segnalati durante l’uso post-marketing di vaccini vivi attenuati contro la varicella. In alcuni casi sono stati osservati esiti fatali, in particolare in pazienti immunocompromessi (vedere paragrafo 4.3). Ai soggetti vaccinati e ai genitori deve essere raccomandato di rivolgersi immediatamente a un medico qualora, dopo la vaccinazione, loro stessi o i loro figli manifestino sintomi indicativi di encefalite, quali perdita o riduzione dei livelli di coscienza, convulsioni o atassia, accompagnati da febbre e cefalea. Eccipienti con effetto noto Il vaccino contiene 6 mg di sorbitolo per dose. Il vaccino contiene 331 microgrammi di fenilalanina per dose. La fenilalanina può essere dannosa per individui affetti da fenilchetonuria (PKU). Il vaccino contiene 402 microgrammi di prolina per dose. La prolina può essere pericolosa per i pazienti con iperprolinemia.

Interazioni

Se deve essere eseguito il test della tubercolina, questo deve essere effettuato prima o contemporaneamente alla vaccinazione, poiché è stato riportato che i vaccini virali vivi possono causare una depressione temporanea della sensibilità cutanea alla tubercolina. Poiché questa anergia può durare fino a un massimo di 6 settimane, il test della tubercolina non deve essere effettuato entro tale periodo dopo la vaccinazione per evitare risultati falsi negativi. In soggetti che hanno ricevuto immunoglobuline o trasfusioni di sangue, la vaccinazione deve essere rimandata di almeno tre mesi a causa della probabilità di insuccesso del vaccino dovuto ad anticorpi verso varicella, acquisiti passivamente. Dal momento che durante l’infezione naturale da varicella è stata segnalata la Sindrome di Reye in seguito all’utilizzo di salicilati, chi riceve il vaccino deve evitare l’assunzione di salicilati nelle 6 settimane successive alla vaccinazione. Utilizzo con altri vaccini Individui sani Studi clinici con vaccini contenenti varicella supportano la somministrazione concomitante di Varilrix con uno qualsiasi dei seguenti vaccini monovalenti o combinati: vaccino morbillo-parotite-rosolia (MMR), vaccino contro difterite-tetano-pertosse acellulare (DTPa), vaccino antigene ridotto difterite-tetano-pertosse acellulare (dTpa), vaccino contro Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), vaccino antipolio inattivato (IPV), vaccino contro l’epatite B (HBV), vaccino esavalente (DTPa-HBV-IPV/Hib), vaccino contro l’epatite A (HAV), vaccino meningococcico sierogruppo B (Bexsero), vaccino coniugato meningococcico sierogruppo C (MenC), vaccino meningococcico sierogruppi A, C, W e Y (MenACWY) e vaccino coniugato pneumococcico (PCV). I diversi vaccini iniettabili devono sempre essere somministrati utilizzando siti di iniezione diversi. Se un vaccino contro il morbillo non viene somministrato contemporaneamente a Varilrix, l’intervallo tra la somministrazione di questi vaccini deve essere di almeno un mese poiché il vaccino contro il morbillo può portare alla soppressione a breve termine della risposta immunitaria cellulare. Individui ad alto rischio di varicella severa Varilrix non deve essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini vivi attenuati. I vaccini inattivati possono essere somministrati in qualsiasi relazione temporale con Varilrix, dato che non è stata stabilita alcuna controindicazione specifica. Tuttavia, vaccini iniettabili diversi devono sempre essere somministrati in siti di iniezione diversi.

Effetti Indesiderati

Dati da studi clinici Individui sani Più di 7 900 persone hanno partecipato a studi clinici intrapresi al fine di valutare il profilo di reattogenicità del vaccino somministrato per via sottocutanea da solo o in concomitanza con altri vaccini. Il profilo di sicurezza presentato di seguito si basa su un totale di 5 369 dosi di Varilrix somministrate da sole a neonati, bambini, adolescenti e adulti. Gli effetti indesiderati sono di seguito elencati secondo la seguente frequenza: Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100,

Sovradosaggio

Sono stati riportati casi di somministrazione accidentale di un numero di dosi di Varilrix superiore a quanto raccomandato. Nell’ambito di questi casi sono stati riportati i seguenti eventi avversi: letargia e convulsioni. Negli altri casi riportati come sovradosaggio non vi erano eventi avversi associati.

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza Le donne in gravidanza non devono essere vaccinate con Varilrix.Tuttavia, non è stato documentato alcun danno al feto a seguito della somministrazione di vaccini per la varicella a donne in gravidanza. Donne in età fertile La gravidanza deve essere evitata nel primo mese dopo la vaccinazione. È necessario quindi consigliare alle donne che intendono avere una gravidanza, di posticiparla. Allattamento Non ci sono dati sull’uso nelle donne che allattano. A causa del rischio teorico di trasmissione del ceppo virale del vaccino dalla madre al bambino, Varilrix non è generalmente raccomandato per le madri che allattano (vedere anche paragrafo 4.4). La vaccinazione di donne esposte con anamnesi negativa di varicella o note per essere sieronegative alla varicella deve essere valutata su base individuale. Fertilità Non ci sono dati disponibili.

Ditta

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Codice Fiscale / P.IVA

00212840235

Indirizzo

VIALE DELL'AGRICOLTURA, 7, 37135, VERONA (VR)